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Sunday, May 16, 2010

You will meet a tall dark stranger (id., 2010)di Woody Allen

POSTATO SU
FESTIVAL DI CANNES 2010
FUORI CONCORSO
Si inizia con una voce fuoricampo che, citando Shakespeare, afferma che la vita e' un inferno di grida ed affanni ma in ultima analisi senza senso. L'ennesima variazione sul pensiero caustico, ateo e fondamentalmente materialista di Woody Allen. Non siamo ne' dalle parti delle sue commedie scoppiettanti ne' da quelle dei drammi, You Will Meet a Tall Dark Stranger e' un altro viaggio nell'universo dell'autore tra truffe medianiche, rapporti che non funzionano, paura della morte e svolte inattese.

In particolare da Match Point in poi sembra che Allen sia ossessionato dal possibile criminale che alberga in ognuno. Alle volte e' possibile assassino altre, come in questo caso, possibile truffatore, ma sempre l'istinto di uscire dai canoni della legge viene dal contingenza, dal caso per l'appunto.
Si racconta di due coppie, la prima Naomi Watts e Josh Brolin sono in crisi perche' mentre lei lavora lui cerca di diventare uno scrittore ma non guadagna e la seconda, il padre di Naomi Watts e una ex prostituta che lui ha sposato (separandosi dalla moglie) per sentirsi vivo hanno a che fare con i tradimenti da parte di lei.

Questa volta non e' l'intreccio (come in Match Point), ne' l'umorismo (come in gran parte dei suoi film), ne' infine il tema ad avvincere, questa volta ad essere straordinario e' semplicemente il modo in cui Woody Allen racconta l'animo umano. Con semplicita' e pochi gesti conduce questo viaggio nelle vite semplici (sebbene piene di svolte) dei suoi personaggi, lasciando il pubblico libero di notare e soffermarsi su un'infinita' di piccoli particolari.

La grandezza straordinaria di questo regista e' di non porsi nemmeno piu' il problema di fare un buon film, ma solo di cosa voler mostrare stavolta. Le piccole avventure di piccoli borghesi londinesi tra ironia e impossibilita' di trovare la propria felicita', lo vedrete, sono guardate co bonaria partecipazione e senza gli strali che lo caratterizzavano decenni fa, in piu' sono anche condotte con un'abilita' narrativa senza pari, superiore anche a quella sempre giustamente celebrata di Eastwood, l'unico altro cineasta d'altri tempi e fuori da questo tempo che ancora scrive e dirige i film con il gusto e la tecnica dei favolosi anni '50 hollywoodiani.

Wednesday, October 15, 2008

Vicky Cristina Barcelona (id., 2008)di Woody Allen

POSTATO SU
Diciamolo subito, tanto lo hanno detto tutti, anche Woody Allen, ed è la verità. Vicky Cristina Barcelona è stato fatto perchè il regista è stato chiamato dalla proloco catalana che gli ha chiesto se ambientava un film a Barcellona e gli faceva un po' di pubblicità. E Woody, a cui non dispiaceva l'idea, si è detto contento di farsi un'estate in Spagna, così ha scritto una storia appositamente.

Ma la grandezza infinita di Allen sta proprio nell'aver preso lo spunto più banale e commerciale possibile (il grande spot alla città catalana, ripresa di continuo in tutti i suoi punti topici) per realizzare un film in cui ripassa il suo dizionario affettivo personale, aggiornandolo alle ultime voci. Cercando una storia nella quale si trovi a suo agio e che contemporaneamente gli consenta qualche spunto di novità.

Io lo so che Vicky Cristina Barcelona non piacerà. Troppo lento, dotato di un ritmo compassato sempre uguale a se stesso dall'inizio alla fine, troppa Barcellona, troppa Europa e europei come piace immaginarli agli americani, troppa voce fuoricampo e troppi ammiccamenti sessuali poi non realizzati. Del resto se neanche vi è piaciuto Sogni E Delitti figuriamoci questo...

A me però è piaciuto. Perchè Woody Allen è un gigantesco narratore di storie, capace di rinnovare se stesso ogni volta (qui gioca a prolungare i primi piani e a far accedere le cose fuoricampo come mai prima d'ora e con risultati stupendi vedi la scena prima del finale al bar) e anche se raccontasse la storia di Cappuccetto Rosso la renderebbe sintomatica di altri deliri interiori, figuriamoci ora che dopo una vita di rapporti a due vivisezionati passa ad un rapporto a tre (con quella stupenda citazione sbagliata da Jules e Jim, le biciclette riprese mentre scendono un pendio ma senza la macchina mobile e libera di Truffaut, bensì con un carrello rigorosissimo).

In Vicky Cristina Barcelona in particolare i personaggi più interessanti sono di gran lunga i due spagnoli, straordinari singolarmente (specie la folle artista/musa contagiosa Penelope Cruz) e ancora migliori in coppia, mentre le protagoniste americane sono figure decisamente più impalpabili. Eppure sono loro le protagoniste e Allen usa l'incredibile luce emanata dai caratteri di Javier Bardem e Penelope Cruz per illuminare le vite dei personaggi satellite, rendendo Vicky e Cristina spugne porose che assorbono tutti gli stimoli di un luogo ed uno stile di vita nuovi per loro.

Su questa orchestrazione (che ricorda quella di Come In Uno Specchio di Bergman) si parla delle solite cose: dell'impossibilità di stabilire relazioni durature (con la straordinaria idea del rapporto che si tiene in equilibrio solo per la presenza di un elemento estraneo), della casualità della vita e del rapporto complesso con l'arte.
Come ci si ispiri e ci si influenzi a vicenda, come tutto ciò che vediamo e sentiamo sia in grado di cambiarci e cambiare la nostra la vita a seconda di come ci poniamo nei suoi confronti è forse il vero sottotesto di un film che comunque è un bellissimo, tranquillo e divertito racconto.
E a me questo basta.

Per i feticisti del riconoscimento delle scene di film in altri film questa volta il rebus era per solutori abbastanza abili, la scena del film che vedono al cinema dura pochissimo ed è di un film poco noto di un autore molto noto. Io sono stato fortunato perchè è uno dei miei preferiti: L'Ombra Del Dubbio di Hitchcock.

Thursday, September 25, 2008

Non puoi nascondere a lungo la tua vera natura

Del nuovo corso di Woody Allen ancora non se n'è capita la potenzialità commerciale. Si tratta come sempre di film con attori di richiamo (spesso anche più d'uno) ma con trame che più facilmente rispetto al suo solito portano spettatori in sala.
All'inizio sembrava che fosse diventato un regista dai grandi incassi ma ora a poco dall'uscita italiana del suo quarto film europeo (e terzo tra i non-alleniani) sembra che tutto sia rientrato e Woody Allen anzi sia diventato un nome che proprio è meglio non pronunciare per niente. Almeno prima era un marchio che per i distributori era garanzia di incasso perchè aveva i suoi affezionati ora è sinonimo dell'incertezza più totale e dunque nel dubbio scompare.

Match Point era stato un bel trionfo e aveva spinto tutti a vedere Scoop, che invece era molto più tradizionalmente un film di Allen con Allen. Sogni e Delitti poi è stato ancora più raffinato e complesso di Match Point, un film stupendo che però, nonostante la partenza a bomba grazie all'equazione thriller + Colin Farrel + Ewan McGregor + riferimento a Match Point, ha deluso moltissimi e in fondo è stata una delusione anche al box office.

Ora sta per uscire Vicky Cristina Barcelona che potrebbe chiamarsi qualcosa come Mezzanotte a Barcellona da noi, con Javier Bardem e Scarlett Johansson e Penelope Cruz che si baciano pure. Un cast e una scena che da soli promuovono un film e così pare che sarà.
Il trailer come per Match Point e Sogni e Delitti decisamente non sembra il trailer di un film di Woody Allen, ma stavolta rispetto al passato non c'è stato alcun riferimento agli altri film nè è stato messo in evidenza il nome del regista, se non vi sbrigate a guardare l'ultima schermata con l'elenco dei dati del film non lo scoprite nemmeno che è di Woody Allen.

Thursday, January 31, 2008

Thursday Prejudice

Prendo solo in prestito il titolo di blog più noti per dire che domani correrò a vedere Sogni e Delitti (perchè non si sa per quale motivo non mi hanno invitato all'anteprima) e che so anche io come molti altri che quasi tutti quelli che l'hanno visto hanno riferito che vale poco.
Ma è un film di Woody Allen, regista quasi perfetto, che alla veneranda età che ha raggiunto e con la mole impressionante di film realizzati ha raggiunto una maestria tale da considerare impossibile che un suo film, anche il peggio riuscito, sia brutto.
Ecco io voglio scommettere (con me stesso e la mia onestà intellettuale naturalmente, anche perchè sarò sempre io il giudice della scommessa) che Sogni E Delitti non potrà essere brutto. Perchè un film di Woody Allen ci mette sempre di fronte al miglior cinema possibile, anche nelle sue performance peggiori.