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Friday, November 26, 2010

A Natale Mi Sposo (2010)di Paolo Costella

POSTATO SU
"Quest'anno Natale arriva prima!" è il claim che da qualche anno ad intervalli non regolari accompagna il controcinepanettone, cioè il film del separatista natalizio Massimo Boldi che si contrappone a quello ufficiale De Laurentiis/De Sica. Il senso è che, dato che il pubblico di questi film è un pubblico natalizio, cioè che va in sala solo a Natale, gli si comunica che sempre di quelle cose si tratta, il che è molto chiaro anche da trailer e locandina fatti come quelli ufficiali. Quest'anno addirittura hanno anche preso la parola Natale nel titolo, benchè nel film non ci sia mai nemmeno un riferimento al Natale.

Ma non è questo il punto, è evidente. Mentre De Sica/De Laurentiis fanno un cinema che punta all'incasso e al divertimento basso fine a se stesso, ripetendo come zombie romeriani le medesime situazioni e le medesime gag da anni, con il solo aggiornamento di abiti e riferimenti pop (dentro il collo alto e Facebook, fuori gli sms e il sushi), Boldi vorrebbe fare di più.
E forse qui sta il vero, grande fastidio che suscitano i suoi film. A fronte di gag anche meno divertenti di quelle della concorrenza (l'umorismo verbale è ai minimi storici e lasciato solo a Salemme), Massimo Boldi vuole avere una sua poetica e degli ideali, tutti ruotanti intorno ai valori base di autenticità, famiglia e attaccamento al popolo, ben esemplificati dalla sovrapresenza taumaturgica del matrimonio come unica risoluzione di qualunque tensione sentimentale. Roba che neanche nella Sicilia di Germi! L'unica possibilità di respiro la fornisce Massimo Ceccherini come sempre sprecato e come sempre portatore sano di un'assurdità e una violenza concettuale superiore alle sue volontà ma genuinamente corporale e istintivamente anarchica.

Per questo la conquista migliore di questi "natali alternativi" è stata fin dal primo film 4 anni fa, quella di farci rivalutare il cinepanettone ufficiale, mostrando per contrasto come gli altri in fondo siano più onesti e consapevoli di sè.
Fare soldi al cinema non è facile e qualcuno lo deve fare, per forza. Farlo bene con classe è quasi impossibile e un prodotto che incassi più di tutti in un periodo di tempo molto limitato non è un dramma. Nessuno ci obbliga a vederlo, nè a sponsorizzarlo. Ma serve.
I film di Boldi invece non incassano molto, non sono onesti, non sono divertenti nè carini e pretendono di fare una strisciante morale che nulla ha di originale e personale ma sembra solo la conferma delle idee preconcette sul "cos'è bene" che si potevano avere negli anni '60. Il trash anni '70, se non altro, spesso sapeva a suo modo essere graffiante ed esagerato.

Wednesday, March 31, 2010

La Vita E' Una Cosa Meravigliosa (2010)di Carlo Vanzina

POSTATO SU
Forse un duo come i fratelli Vanzina lo abbiamo solo in Italia. Due autori nel senso più stretto del termine (portatori non solo di una visione personale di mondo ma anche di una personalissima di cinema e soprattutto di scrittura), capaci di misurarsi con un certo successo in diversi generi (i thriller degli anni '70, le commedie popolari della stessa epoca e le commedie sofisticate degli anni '80), baciati ad un certo punto da un buon successo di pubblico e quindi dotati di grande riconoscibilità, estremamente prolifici e dotati di idee molto chiare eppure capaci di girare alcuni tra i film più trasandati, superficiali e tirati per i piedi che si possano vedere (e non parlo dei cinepanettoni!).

La vita è una cosa meravigliosa
riassume perfettamente questa situazione. Si tratta di una commedia garbata, giocata su dinamiche classiche (dal tradimento, allo svelamento, fino allo scambio di persone), recitata da attori rodati e imperniata su un concetto anche interessante da sviluppare (l'attitudine italiana di aggiustarsi i problemi tramite intrallazzi vista come condizionamento esterno agli individui e non sempre interno) ma portato sullo schermo con una sciatteria rara.

Come dicono loro (giustamente) non esiste solo la commedia a tesi che divide nettamente i buoni e i cattivi, il cinema italiano da sempre ha utilizzato i cattivi come protagonisti per avvicinarsi, guardarli da vicino e scoprirne motivazioni e contraddizioni. Eppure viene da rivendicare la forza del manicheismo nel vedere come i loro "mostri" da baraccone sono assolti senza un perchè, tramite soluzioni iperboliche a problemi contingenti.

Il bravo chirurgo che vizia il figlio svogliato chiedendo favori agli amici professori per farlo andare avanti all'università e in cambio assume o licenzia le loro amanti nella clinica privata dove lavora, come soluzione lavapeccati va in Africa (?!?), senza affrontare minimamente ciò che ha fatto da un punto di vista critico.
Ancora una volta però tutto questo sarebbe anche foriero di una possibile (sebbene arrendevole) visione di mondo se non fosse che è raccontato, mostrato, proposto e sceneggiato con i piedi, largamente al di sotto di qualsiasi media (anche italiana!).

Friday, February 6, 2009

Ex (2009)di Fausto Brizzi

POSTATO SU
Brizzi & Martani (con l'aggiunta stavolta di Massimiliano Bruno) dopo il giovanilismo militante sembrano essere tornati dalle parti dei cinepanettoni, che è poi la cosa che più li ha formati (lavorativamente parlando) nel mondo del cinema.
Dopo gli exploit più personali con i due Notte Prima Degli Esami e l'esperimento (fallito ma meritevole un tentativo) di Cemento Armato ora Ex è la corretta trasposizione sanvalentinica dell'evento natalizio. Un film da consumare al volo che presenti esattamente ciò che gli spettatori si attendono e vogliono consumare. Niente di più, niente di meno.

Anche gli attori sono per certi versi quelli degli ultimi cinepanettoni (con Fabio De Luigi e Claudio Bisio in prima linea ma anche piccoli cammeo di gente come Enzo Salvi) e l'aria che si respira, quella delle gag una in fila all'altra grazie ad un filo di trama, sembra provenire proprio da quell'idea di consumo cinematografico, quello per intenderci che secondo dati, statistiche e valutazioni sugli incassi non dovrebbe appartenere al pubblico delle sale (anche al più becero) ma a quello eccezionale di Natale.
Se davvero Ex riuscirà a portare al cinema ancora una volta il pubblico che solitamente non ci va (e Brizzi già l'ha fatto in passato) anche senza parlare necessariamente di giovanilismo sarà una conquista commerciale.

Per il resto altro non ho visto. Tutto sembra incentrato sul mostrare storie diverse ma unite dal fatto che in un modo o nell'altro i personaggi si conoscono, anche solo in maniera labile. Con coincidenze almodovariche (o anche arriaghiche) i personaggi si incontrano e incrociano di continuo. Ma da tutto questo, da tutto questo voler dipingere un piccolo mondo contaminato, non emerge senso. E' una trovata di messa in scena solo a parole.

In omaggio a san Valentino l'amore trionferà con una stucchevole insistenza e inesorabile buonismo, fingendo di mettere in scena la malignità piccolo borghese solo per salvarla senza esitazione o dubbio alla fine vantandosi spudoratamente in certi punti del suo non inventare nulla. Nel 2009 un prete italiano moderno e "fico" che parla al crocefisso conconfidenza? Le canzoni usate come piccoli inserti romantici? Ma non c'è stato Magnolia? Non si era detto che dopo quel momento di canto corale non si sarebbe potuti tornare indietro??