.:[Double Click To][Close]:.
Get Paid To Promote, Get Paid To Popup, Get Paid Display Banner




Showing posts with label silvio orlando. Show all posts
Showing posts with label silvio orlando. Show all posts

Saturday, September 4, 2010

La passione (2010)di Carlo Mazzacurati

POSTATO SU
IN CONCORSO
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2010

Con qualche sceneggiatore in prestito dalla fucina Fandango (che infatti produce) e qualcuno dal team di Silvio Soldini, Carlo Mazzacurati mette in piedi il suo script più vivace, divertente e autenticamente malinconico. In più questa volta la scelta che spesso appare scontata di avere Silvio Orlando come protagonista è davvero un'idea di casting azzeccata e giusta.

Sebbene si racconti ancora di un regista in crisi, questa volta l'idea di narrare con umorismo contagioso e intelligente la discesa all'inferno di un uomo una volta di successo che, confinato in provincia, si trova costretto a dirigere la rappresentazione della passione di Cristo per la processione del Venerdì santo, trova un piega particolarmente audace.
Questo perchè il regista interpretato da Orlando finisce davvero in un incubo personale nel quale da una parte cerca di evitare di finire in galera (è per questo che dovrà dirigere la processione) e dall'altra di salvare la sua carriera (contemporaneamente dovrebbe essere a Roma a stringere un contratto importante per il suo primo film dopo 5 anni di silenzio), finendo unicamente per essere sempre più disilluso e disperato.

La cosa migliore è che la provincia non sembra per nulla quell'alveo salvifico che spesso si mostra sullo schermo, anzi è il gorgo malefico che imprigiona, nel quale non prendono i telefoni cellulari, tutti sono meschini e piccoli e un regista di successo è costretto ad inchinarsi letteralmente di fronte all'arrogante star della tv regionale (un amgnifico Guzzanti, ma perchè non fa mai il caratterista??).
Peccato davvero che il film perda tutto (ma proprio tutto!) nel finale, chiudendo nel peggiore dei modi (sia contenutistico che formale) quello che poteva essere un film interessante davvero e riportando lo spettatore, a quel punto speranzoso, alla dura realtà.

Tuesday, February 23, 2010

Genitori & Figli (2010)di Giovanni Veronesi

POSTATO SU
La manualistica sembra la vocazione di Veronesi. Dopo i Manuale d'Amore arriva questo nuovo campionario di Genitori e Figli che, sebbene non rechi il sottotitolo "Istruzioni per l'uso" (come invece viene definito il tema delle storie all'interno del film), ha comunque la medesima missione.
La formula vincente (al boxoffice) di Veronesi infatti non sta tanto nell'idea di dare delle linee guida o di insegnare qualcosa sui rapporti, quanto sul mostrare un campionario di supposta umanità, cioè nel pretendere (attraverso elementi paratestuali come i titoli o la cartellonistica) di illustrare la situazione italiana su un dato tema. E dopo l'amore (parola vincente più di tutte al botteghino) tocca alla famiglia.

I nuclei sono sostanzialmente due, da una parte Michele Placido e Margherita Buy alle prese con un figlio che non rispecchia il loro universo di riferimento (loro intellettuali, lui appassionato di musica, danza e Grande Fratello), dall'altra con un po' più di protagonismo Luciana Litizzetto e Silvio Orlando, genitori in costante litigio e poi separati che hanno a che fare con una figlia adolescente vogliosa di perdere la verginità e un figlio più piccolo, razzista e violento entrambi a modo proprio colmi di un forte disprezzo verso i genitori.

La visione del mondo proposta da Veronesi è quella in cui le colpe si tramandano di generazione in generazione, in cui il malessere e le cattive azioni dei figli sono da imputare alla cattiva aria che si respira a casa e la situazione sentimentalmente insicura dei genitori è da imputare ai nonni che conducevano una vita scapestrata e ugualmente destabilizzante. I nonni però, si sa è l'età, sono guardati con sguardo indulgente, poverini.

E' proprio questa ipocrisia che rispecchia quella della realtà quotidiana a suscitare il fastidio maggiore, la falsità di assolvere le categorie più benvolute (bambini e anziani) per affondare sui restanti restituendo un quadro per nulla obiettivo delle cose ma sentimentalmente ruffiano, che pretende di fare poesia inquadrando le foglie controluce con un dolly a salire e musica di sottofondo.
E' il forte senso di presa in giro molto poco raffinata, di truffa da mercatino all'aria aperta che impedisce di guardare con indulgenza un film che a tratti fa sorridere ma che rimane (come gran parte della produzione di Veronesi) spesso mal recitato e raccontato con eccessive lungaggini.
Se in Italians il momento più alto era costituito dalla scena in cui Castellitto fa rombare le Ferrari nel deserto (!!) qui si tratta di una nuotata a sfondo animalista che dovrebbe dimostrare tutto (il ribellismo giovanile a fin di bene, la presenza di ideali, la distanza dal mondo adulto, il possesso di un proprio universo simbolico di riferimento) e invece non mostra niente ma lo fa con musica trionfale di sottofondo.

Friday, February 6, 2009

Ex (2009)di Fausto Brizzi

POSTATO SU
Brizzi & Martani (con l'aggiunta stavolta di Massimiliano Bruno) dopo il giovanilismo militante sembrano essere tornati dalle parti dei cinepanettoni, che è poi la cosa che più li ha formati (lavorativamente parlando) nel mondo del cinema.
Dopo gli exploit più personali con i due Notte Prima Degli Esami e l'esperimento (fallito ma meritevole un tentativo) di Cemento Armato ora Ex è la corretta trasposizione sanvalentinica dell'evento natalizio. Un film da consumare al volo che presenti esattamente ciò che gli spettatori si attendono e vogliono consumare. Niente di più, niente di meno.

Anche gli attori sono per certi versi quelli degli ultimi cinepanettoni (con Fabio De Luigi e Claudio Bisio in prima linea ma anche piccoli cammeo di gente come Enzo Salvi) e l'aria che si respira, quella delle gag una in fila all'altra grazie ad un filo di trama, sembra provenire proprio da quell'idea di consumo cinematografico, quello per intenderci che secondo dati, statistiche e valutazioni sugli incassi non dovrebbe appartenere al pubblico delle sale (anche al più becero) ma a quello eccezionale di Natale.
Se davvero Ex riuscirà a portare al cinema ancora una volta il pubblico che solitamente non ci va (e Brizzi già l'ha fatto in passato) anche senza parlare necessariamente di giovanilismo sarà una conquista commerciale.

Per il resto altro non ho visto. Tutto sembra incentrato sul mostrare storie diverse ma unite dal fatto che in un modo o nell'altro i personaggi si conoscono, anche solo in maniera labile. Con coincidenze almodovariche (o anche arriaghiche) i personaggi si incontrano e incrociano di continuo. Ma da tutto questo, da tutto questo voler dipingere un piccolo mondo contaminato, non emerge senso. E' una trovata di messa in scena solo a parole.

In omaggio a san Valentino l'amore trionferà con una stucchevole insistenza e inesorabile buonismo, fingendo di mettere in scena la malignità piccolo borghese solo per salvarla senza esitazione o dubbio alla fine vantandosi spudoratamente in certi punti del suo non inventare nulla. Nel 2009 un prete italiano moderno e "fico" che parla al crocefisso conconfidenza? Le canzoni usate come piccoli inserti romantici? Ma non c'è stato Magnolia? Non si era detto che dopo quel momento di canto corale non si sarebbe potuti tornare indietro??

Tuesday, February 5, 2008

Caos Calmo (2007)di Antonello Grimaldi


POSTATO SU
Attesissimo specialmente per la scena di sesso con Isabella Ferrari, un inedito per il solitamente casto Moretti, Caos Calmo è un film migliore di quello che si potesse pensare.
Molto del merito è dato dal fatto che alla scrittura ha contribuito Nanni Moretti stesso e la cosa si vede da subito. Moretti non solo ha scritto la sua parte, quasi integralmente, ma sembra anche molte altre porzioni che mantengono il suo gusto, il suo simbolismo e in sostanza il suo stile (a questo proposito ogni volta che lo vedo a torso nudo non riesco a non pensare al fatto che ha lo sterno carenato come racconta in Bianca).
Di contro poi il film è pieno di tanti elementi lontani anni luce dal cinema di Moretti, elementi decisamente più facili e immediati come le sequenze con facili musiche ruffiane di sottofondo e i movimenti di macchina molto banalmente coinvolgenti. Questo strano accostamento fa si che alla fine Caos Calmo sembri un "Moretti divulgativo".

Grimaldi infarcisce il film anche di molto più umorismo di quanto faccia solitamente il suo protagonista nelle vesti di regista, cosa che giova molto alla pellicola e non ne snatura il senso del dramma, anzi. Il dramma di Caos Calmo è proprio l'assenza del dramma fondamentale, la morte che avviene all'inizio del film e con la quale nessuno vuole fare i conti, ma che si rispecchia nei mille piccoli drammi delle altre persone che accorrono dal protagonista cercando di confortarlo e finendone confortati.
Molte davvero le piccole delicatezze del film e le accortezze (che, sarò presuntuoso, a me sembrano tutte merito della presenza di Moretti) usate per rendere il senso di tragedia che sembra sempre sul punto di esplodere ma di fatto non arriva mai (fantastica Valeria Golino). In questo senso acquista senso la scena di sesso particolarmente violenta.
Il film infine si iscrive nel filone dell'ultimo Moretti, quello che sempre più spesso vede i personaggi identificarsi con gli attori, che sia parte del libro da cui è tratto il film o meno non importa, ma i personaggi sembrano molto i propri attori, almeno i protagonisti. Nanni è uno stimato professionista del mondo della televisione/cinema, mentre Gassman è un più frivolo fratello d'arte che posa per le foto di moda...

Ci sono infine due cose su cui stranamente i cronisti e i critici di cinema non si sono mai soffermati e che mi fa molto strano poichè solitamente vengono messi in risalto. La prima è che nel film c'è una sonora bestemmia, pronunciata proprio da Nanni, ma non si tratta di una bestemmia urlata e volutamente provocatoria come in L'Ora di Religione, bensì una bestemmia sulla quale si ride, messa lì in leggerezza, una cosa stranissima. La seconda è una partecipazione speciale della quale non voglio parlare nemmeno io, poichè è bene che sia una sorpresa e visto che nessuno sembra volerne parlare non mi va di rovinarla (ad ogni modo è rivelato nei commenti ma se non lo sapete fidatevi, non lo vorreste sapere).
E' un grosso personaggio che fa un piccolo ruolo ma che è importante che sia fatto da qualcuno di così importante e così a sorpresa, poichè la sua comparsa sullo schermo ha in questo modo un impatto forte sullo spettatore, almeno quanto lo dovrebbe avere sul personaggio di Moretti nell'economia della trama. E poi è bello che a livello metacinematografico Nanni Moretti incontri proprio quella persona.