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Wednesday, April 14, 2010

Scontro Tra Titani (Clash Of The Titans, 2010)di Louis Leterrier

POSTATO SU
Un film come questo, che ha come obiettivo ultimo di far scontrare cose grandi e/o persone grosse l'uno contro l'altro, possibilmente attingendo ad un universo tra il fantastico e il mitologico senza star a badare troppo ad una coerenza storico-filologica ma cercando l'effetto sensazionale, può crollare solo in una maniera: se ha ambizioni più alte di quello che è.

Che poi ci sarebbe anche da divertirsi a vedere Perseo che in barba ad ogni forma di tradizione per sonfiggere un Kraken che sta per essere liberato su Argo va in cerca della Medusa, se non fosse che poi il film ha l'arroganza di porsi da solo su un piedistallo.
Scontro tra titani è il remake di un film altrettanto fracassone e cretino del 1981, che però si avvaleva dell'apporto di Ray Harryhausen, grandissimo genio degli effetti speciali in stop motion, che per l'occasione aveva concepito, realizzato e animato tutte le creature in plastilina trovando di volta in volta espedienti anche curiosi per fondere finto e vero. Una baracconata un po' kitsch ma dall'immaginario originale e di gusto.

Tutto questo a Scontro tra titani di oggi manca. Manca la capacità di generare immagini originali: gli scorpioni sembrano quelli di Transformers, la Medusa è quella di Harryhausen e si muove (e viene sconfitta) come in God of War e il Kraken sembra la creatura di Cloverfield. Manca la capacità di essere affascinante, centrato com'è sull'etica del rinnegato e sul rifiuto della sottomisione agli dei che alla fine viene però confermata; Perseo non vuole essere semidio ma alla fine fa pace con Zeus senza spiegare perchè, Zeus (cioè Liam Neeson) non ha nessun carisma ed è ridicolo quando si impegna a pronunciare la frase cult "Release the Kraken!", e c'è una bonazza palestratissima al seguito del plotone degli uomini che è ottima per le inqudrature da mezzo secondo in cui sospira per la tensione. Infine manca anche la ragionevolezza di comprendere il proprio posto nel mondo e il proprio lavoro.

Nel primo film infatti c'era un gufo meccanico che aiutava il protagonista fungendo da contraltare comico, una cosa abbastanza ridicola anche per l'epoca. In questo nuovo scontro ad un certo punto, prendendo le armi per la spedizione, i soldati si imbattono proprio in quel gufo lì e uno di loro con fare ironicamente metacinematografico dice: "Lascialo lì che è meglio".
Peccato però che poi il film impieghi non una ma ben due figure macchietta dotate del compito di alleggerire certi passaggi (i due soldati mercenari) andando ben oltre la stupidità di quel gufo.

Sorvolo sul 3D finto. Talmente è sottoutilizzato e posticcio che potete anche non indossare occhialini e cambia poco.

Saturday, January 9, 2010

Avatar (id., 2009)di James Cameron

POSTATO SU
Tanto se n'era parlato che si rischiava di arrivare carichi di aspettative ed essere delusi per principio. Anche perchè con quello che sembrava avessero promesso era difficile non essere delusi. Invece Avatar è un film come molti altri, dalla storia canonica, dallo svolgimento classico, dalla morale molto americana (si va bene che gli alieni sono gli indiani e sono meglio dei marine, ma alla fine se volete vincere dovete fare come gli americani) e dai colpi di scena molto prevedibili. Molti saranno delusi da questo e invece vedendo il film si ha l'impressione che forse proprio questa ordinarietà lo rende importante.

Perchè Avatar, lo sappiamo a memoria ormai, pur avendo una storia come altre già sentite è girato come nessuno mai è stato girato prima, con tecnologie mai viste prima usate con una continuità, una qualità e un'innovatività mai viste prima. Il massimo del nuovo per fare un film che non solo è il massimo del canonico ma anche il massimo del conosciuto. Dentro Avatar confluiscono Pocahontas, L'Ultimo dei Mohicani (hanno chiamato Wes "Magua" Studi a fare il capo degli alieni!), Balla coi Lupi, Blade Runner, l'11 settembre, il Vietnam, il western (gli alieni hanno un tema musicale da indiani, si danno nomi indiani e hanno anche un accento vagamente indiano), la fantascienza, l'ecologismo, Matrix, internet (Pandora praticamente funziona come la rete delle reti), l'animismo da Guerre Stellari e molto altro ancora senza però che si abbia l'impressione del furto o del plagio. Il più grande merito di James Cameron (parlando di contenuti) è di aver amalgamato con classe e molta bravura da grande narratore tanti tipi di storie, racconti, mitologie ed immagini diverse facendo confluire l'immaginario cinematografico americano del '900 in un film che dovrebbe essere il futuro.

La parte originale sta in come il film metta in scena la sua stessa realizzazione. Il marine comanda il corpo del suo Avatar come Sam Worthington comanda il personaggio digitale, cioè si parla di fare cose impossibili per un essere umano usando altri corpi in luoghi inimmaginabili. Il film si apre con l'occhio umano e si chiude con quello Na'Vi del medesimo personaggio, una cosa che fa venire in mente Blade Runner e che rimette l'accento sul concetto di visione. Quando i marine arrivano su Pandora rimangono stupiti da quello che vedono, un mondo incredibile e stupefacente, la nuova frontiera dell'umanità, allo stesso modo con cui lo spettatore rimane colpito e meravigliato da come Cameron riprenda quei luoghi inesistenti, realizzando immagini che cercano di essere la nuova frontiera del cinema.

Ma andando più all'essenza e in parole povere Avatar è un bel film perchè alla fine quando il cattivo perde (e non chiamatelo spoiler!) noi siamo sinceramente contenti e sollevati. Effetto mai facile da raggiungere. E tanto basta.
Certo ci sono molte cadute di stile, certo gli alieni non sono il massimo dell'originalità, certo il passaggio da uomo a corpo avatar è praticamente Stargate (terribile), certo ci sono topoi tutti hollywoodiani come il discorso motivazionale prima dello scontro finale, c'è lo scontro finale, c'è l'eroe solitario e l'amore proibito insomma tante cose che magari uno se le poteva anche risparmiare e che di certo non mi metterò a difendere perchè la forza di Cameron è che alla fine il film, in una parola, riesce. E se per altri film questo non è mai stato sufficiente, per Avatar che ha il compito di traghettare (speriamo) il mestiere di regista in un'altra era fatta di nuove potenzialità aggiunte alle solite, è sufficiente. Probabilmente non sarà il film della vostra vita ma è un bel film che porta a tutti un nuovo modo di fare cinema.

Ora la parte delle FAQ: il 3D funziona? Alla grande, senza oggetti che escono o altre cose barocche ma anche senza difetti, c'è profondità e ci sta bene. E' utilizzato come parte del linguaggio filmico? Non mi sembra proprio. Il performance capture è innovativo e indistinguibile dagli attori dal vero? Si nel 90% dei casi, in certi punti gli occhi più attenti notano qualche movimento non perfetto ma per il resto il personaggio non suona mai fasullo. Cameron ha raggiunto quello che si proponeva? A livello tecnologico direi proprio di si, nulla mai è stato fatto di così grosso ambizioso e funzionante dall'inizio alla fine.

Wednesday, May 27, 2009

Terminator Salvation (id., 2009)di McG

POSTATO SU
Si Terminator Salvation è divertente e carino ma no, non è all’altezza dei primi due film. E’ un film che, per come è fatto e per ciò che racconta, poteva anche non avere al centro la trama della saga di Cameron, e quando sembra recuperarne il fascino lo fa solo appoggiandosi al già fatto e già raccontato.

Il punto è che il concetto alla base di Terminator ha un suo fascino. In sè dico. La storia a cavallo tra presente e futuro in cui alcuni uomini lottano per impedire un futuro apocalittico causato dalla guerra contro le macchine (che poi è la proiezione apocalittica delle piccole battaglie che ognuno conduce ogni giorno contro le proprie di macchine), raccontata dal punto di vista della famiglia Connor e di John, il profeta del nuovo mondo, il capo della resistenza e principale nemico delle macchine, è di per sè fascinosa.

E lo è perchè James Cameron aveva visto bene e aveva realizzato due film che raccontavano con gusto e bravura quella storia fascinosa di premonizioni, lotte e aspettative di olocausto.
Tutto questo lavoro non può non entrare (volenti o nolenti) negli altri seguiti. Così anche Terminator 3 nonostante l’inconsistenza generale di tutto il film era capace nel finale di recuperare il fascino dei film precedenti e salvarsi in extremis.

Stesso destino spetta quindi a Terminator Salvation, che nonostante un impianto migliore dell’episodio precedente, lo stesso non si eleva sopra la media se non per i richiami agli episodi precedenti che tirano fuori dalla memoria dello spettatore tutto il buono fatto e creato da Cameron (ad ogni modo io John Connor l’ho sempre immaginato con la faccia simile a quella di Christian Bale). E dove non attinge agli altri Terminator attinge a Blade Runner (la panoramica dentro la fortezza di Skynet è IDENTICA a quella iniziale del film di Scott) e al cinema di guerra moderno (macchina a mano violenta e paesaggi di deserti assolati simil-mediorentali).

Ci siamo arrivati al futuro predetto da Kyle Reese nel 1984 e finalmente vediamo John Connor in azione, con tutto il carico di aspettative che ci portiamo dietro. Il carisma e l’interesse nel personaggio quindi vengono da lontano, e McG non fa nulla per aggiungere del suo trattandolo bene o male come un qualsiasi altro eroe di film di fantascienza. "Sono John Connor e se sentite questo messaggio siete parte della resistenza" è la frase-fomento del film e lo è perchè cazzo quello è John Connor! E' un mito! Sono tre che non si parla d'altro!
E' controprova di tutto questo poi il fatto che uno dei momenti più emozionanti del film sia la comparsa dello storico T800 accompagnata dalla colonna sonora classica.
Purtroppo non si tratta dell’ultimo film della serie, ce ne saranno altri, il franchise andrà avanti ed è sempre più difficile pensare di ritrovare la freschezza dei primi. Soprattutto perchè la loro forza era evocare quel futuro che invece ora siamo arrivati a mostrare. Con tutti i limiti del caso.