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Sunday, July 6, 2008

Il Vento e Il Leone (The Wind And The Lion, 1975)di John Milius

E' cinema semplice, come sempre quello di Milius, fatto di forze nette messe in campo l'una contro l'altra (donne/uomini, grandi nazioni/piccoli popoli, vento/leone) che intrattengono però relazioni complesse sulla base di sceneggiature semplici.
Potevo scriverlo io Il Vento E Il Leone, ma non sarebbe mai venuto il meraviglioso film d'avventura che è. Potevo scrivere io la classica storia di donna occidentale rapita dal capo dei berberi e convertita durante la prigionia a quel mondo con l'amore per quell'uomo. Come del resto potevo scrivere io la facile contrapposizione tra il mondo che avanza come un orso e quello che lento e immobile delle sabbie. Ma veniva veramente uno schifo di film.

Il Vento E Il Leone è tutto questo più vento, sabbia, spade, cieli, nuvole e cinemascope. Il cinema di John Milius è quello che ti fa credere che i miti del cinema esistano, è quello che ti mostra come far funzionare le figure archetipe e ti dimostra perchè abbia ancora senso raccontare dello scontro di Davide contro Golia, di donne sognanti e uomini d'onore, di combattimenti e di mondi esotici, perchè sia appassionante se fatto bene e come possa essere ancora straordinariamente cinematografico.

E' cinema di pancia, subitaneo e immediato, cinema conservatore (per quanto critico), guerrigliero, fiero audace e inevitabilmente maschilista. Ma quanta soddisfazione in una scena in cui un uomo al galoppo si piega sul fianco del cavallo per raccogliere il fucile dalle mani di un bambino con gli occhi pieni di ammirazione. Quanto cinema!

Sunday, May 25, 2008

Mai Dire Mai (Never Say Never Again, 1983)di Irvin Keshner

Il Bond che non è un Bond, Mai Dire Mai è fuori dalla continuity ufficiale della serie ma comunque rimane un film con protagonista James Bond tratto dalla medesima opera di Ian Fleming da cui era tratto Thunderball. Il problema semmai è la gestione del franchise.

A dirigere c'è Irvin Kershner, già mano di George Lucas nella direzione del secondo episodio (o quinto, a seconda dei conteggi) di Guerre Stellari, e a scrivere Lorenzo Sample Jr. che può vantare un curriculum di alti e bassi con punte come Papillon e I Tre Giorni Del Condor ma anche abissi come King Kong e Sheena.
Il risultato è decisamente fiacco oltre che poco originale. Innanzitutto c'è una revisione della figura di M decisamente poco fortunata, inoltre la trama a non avvince in nessun punto e non bastano alcuni bondismi sparsi, non bastano le occhiate furbe di uno Sean Connery irrimediabilmente più vecchio e meno credibili nè le frasi ad effetto o la sempre vigile cortesia che vige nei rapporti tra Bond e i suoi nemici.
Mai Dire Mai non si avvicina nemmeno al rigore e alla perfezione orchestrati da Terence Young in Thunderball. basterebbe il solo confronto tra Adolfo Celi e Klaus Maria Brandauer nei panni del nemico Largo a rendere l'idea.

Il punto è che in Mai Dire Mai non si crea quel meccanismo virtuoso che determina il successo dei film di Bond ovvero il desiderio sfrenato d'identificazione in quello che dovrebbe essere la quint'essenza del superuomo. E questo non accade non perchè egli non sia tale in questo film ma perchè non c'è un sistema di narrazione e una forma di racconto che ce lo restituiscano effettivamente come tale a livello emozionale.

Mai Dire Mai è un Bond freddo, magari superiore ai molti Bond senza Connery (o sarebbe meglio dire senza Terence Young) ma decisamente sotto qualsiasi aspettativa.