Prima ancora di Mean Streets ma dopo Who's That Knocking At My Door? e Woodstock c'è America 1929, esordio ufficiale nel cinema non autoprodotto di Scorsese. Esordio (anche questo) sotto l'ala di Roger Corman.
Il film però non è molto cormaniano, di quel tipo di cinema ha la libertà nel modo di trattare (e soprattutto mostrare) temi come la violenza e la sessualità, e non è nemmeno molto scorsesiano, sia nella storia che nello svolgimento.
La storia del viaggio attraverso l'America di Bertha è abbastanza banale, oscillante tra violenze e arretratezze culturali e condito da un'avversione per le forze dell'ordine declinata secondo canoni poco scorsesiani.
Tutto questo fino a pochi minuti dalla fine. Il finale infatti vira totalmente e si vede in pieno a mano del regista come se avesse fatto solo quello. E' una cosa che si nota nettamente, proprio da un momento all'altro. C'è una crocefissione, dei peccati lavati nel sangue, uno scoppio di violenza improvviso e un'armonia tra montaggio e movimenti di macchina che equivale ad una firma (mio dio che autore fondamentale!).
Solo quegli ultimi minuti valgono la visione. Davvero! Rapidi, innovativi, armonici e capaci di far collaborare verso il proprio fine tutti i diversi elementi della messa in scena. Un tripudio.
Il film però non è molto cormaniano, di quel tipo di cinema ha la libertà nel modo di trattare (e soprattutto mostrare) temi come la violenza e la sessualità, e non è nemmeno molto scorsesiano, sia nella storia che nello svolgimento.
La storia del viaggio attraverso l'America di Bertha è abbastanza banale, oscillante tra violenze e arretratezze culturali e condito da un'avversione per le forze dell'ordine declinata secondo canoni poco scorsesiani.
Tutto questo fino a pochi minuti dalla fine. Il finale infatti vira totalmente e si vede in pieno a mano del regista come se avesse fatto solo quello. E' una cosa che si nota nettamente, proprio da un momento all'altro. C'è una crocefissione, dei peccati lavati nel sangue, uno scoppio di violenza improvviso e un'armonia tra montaggio e movimenti di macchina che equivale ad una firma (mio dio che autore fondamentale!).
Solo quegli ultimi minuti valgono la visione. Davvero! Rapidi, innovativi, armonici e capaci di far collaborare verso il proprio fine tutti i diversi elementi della messa in scena. Un tripudio.
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