Ho già riportato
le mie difficoltà nel cercare di andare a vedere in sala (per lavoro)
La Perfezionista, film italiano invisibile come ce ne sono e ce ne sono sempre stati tanti. Ma che a differenza degli altri non vuole farsi vedere, non risponde alle chiamate, non invia i DVD alle testate, non fa promozione nemmeno gratuitamente in rete.
Casi simili esistono già si tratta di film che per un motivo o per l'altro passano in sala per il tempo minimo consentito senza voler essere visti, subito pronti per altre destinazioni (cioè la televisione) dove arrivano con il prezzo del film di sala o semplicemente destinati al fallimento per non dover rimborsare i soldi (già intascati) dei contributi statali (anche questa è una vecchia storia di cui già
si parlò).
Alla fine però ce l'ho fatta a vederlo (anche se in una proiezione assurda dove in sala c'erano altre due persone di cui una aveva prestato la casa per girare gli interni e l'altro era il bigliettaro che la sera precedente mi aveva sconsigliato di vederlo) e i dubbi sono aumentati. Decisamente il mistero si è infittito.

Si tratta del primo film da regista di
Cesare Lanza (foto in alto), autore di Buona Domenica, che ha voluto con quest'opera affrontare il delicato tema dell'eutanasia. In realtà è un megapolpettone lentissimo che solo alla fine mostra l'eutanasia ma per il resto ammorba lo spettatore con una serie infinita di metafore spiattellate e di senso del grottesco che permea la realtà in una maniera che qualcuno meglio di me avrebbe potuto definire "
Sono un poeta e non lo nascondo!".
Quei film dove si parla al telefono praticamente da soli ("Come? Le analisi non sarebbero buone? E certo forse è meglio che non lo dica all'interessato. Quando prendiamo appuntamento? Beh si forse ha ragione lei è meglio il prima possibile"), dove i personaggi ad alta voce da soli si chiedono "Cos'è la vita?" e dove ogni occasione è buona per fare valere la morale nella maniera più semplice ("Io li conosco quelli come voi, magari lei è addirittura daccordo con i gay..." dice la dottoressa che deve consegnare le radiografie all'interno di in un discorso che non c'entra nulla con la diagnosi).
Eppure non si capisce il motivo percui La Perfezionista sia in sala in questa maniera. Non ha contributi statali da incassare senza dover rimborsare e non potrà mai andare in tv e lo dico perchè non è un filmetto simile ad un fiction (che era ciò che mi aspettavo), è semmai il massimo della volontà di trattare temi altissimi nella maniera più alta possibile finendo con i risultati più scarsi immaginabili.
Non solo dunque è eccessivamente "ermetico" per la televisione, ma contiene pure parecchie scene di nudo integrale anche maschili, insomma decisamente non un prodotto per la televisione e non un prodotto a sostegno statale come si evince da quanto
scrive Lanza su una sua testata online
Ma è bastata qualche parola, sono stati sufficienti uno sguardo, qualche cauto accenno, per trovarmi intorno una piccola folla di professionisti e dilettanti, vicini al cinema o fino a quel giorno del tutto estranei, disposti, con entusiasmo, a sacrifici anche pesanti, pur di darmi una mano.
molto dilettanti
Tutti sanno – in particolare i giovani che lodevolmente ci provano – quante difficoltà spuntino a ogni respiro o, meglio, sospiro, per mandare avanti un’autoproduzione, la realizzazione di un film non sostenuto alla base da un’azienda importante. Allora, mi sono detto, vale la pena di affrontare questa avventura: quanto meno ci divertiremo e sarà un’esperienza importante, per l’affiatamento del gruppo di lavoro che riunirà amici vecchi e nuovi.
Allora la domanda è: chi ci guadagna da questa operazione? Da dove arrivano i soldi per la distribuzione? Perchè stampare copie che andranno in due cinema a Roma e nemmeno uno a Milano senza la minima promozione? Come conta la Luce 2007 (società che l'ha prodotto) di rientrare?
Il piccolo cinema indipendente italiano è una realtà che alle volte va anche in una sala sola, ma fa un grande baccano o almeno ci prova. Manda mail a tutti, invia i DVD a tutte le testate possibili e cerca con tutte le forze di farsi vedere.
La Perfezionista invece non vuole farsi vedere. Tant'è che nessuno lo va a vedere e questo a prescindere dal valore (troppe cose brutte vengono viste). Il cinema ha dei meccanismi strani e alle volte è solo una macchina ricicla soldi, ma non sembra questo il caso. La Perfezionista per quanto sbagliatissimo in ogni possibile direzione è un film a suo modo perversamente "curato" non fatto tanto per farlo, ma con l'idea di realizzare un capolavoro.
Tanto che come riporta
Cinecittà News non sarà l'ultimo exploit di Lanza
Dopo l'esordio, comunque, Cesare Lanza promette di non fermarsi qui: "Ho già in mente il secondo film che, rispetto a questo, avrà i toni di una commedia più leggera".
Allora io lo chiedo a te Cesare Lanza, te che hai le testate online e quindi magari farai una ricerca in rete con il titolo del film abbinato al tuo nome e magari (se Google vuole) finirai qui: Cesare, qual è il senso di questa operazione? Perchè mandarlo al cinema senza promuoverlo? Da dove contate di rientrare dei soldi spesi?
Se mai capiterai qui rispondimi nei commenti io li ricevo via mail sempre anche a mesi di distanza e mi riprometto di fare un post con la tua risposta della stessa importanza di questo che, se mai finirà in buona posizione su Google, avrà anche la tua controparte linkata.
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