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Thursday, March 5, 2009

La morte dei monosala. Ci dispiace sul serio?

La visione oggi del film Cinema Universale D'Essai, che è un bel documentario su una sala di Firenze nota per essere stata per trent'anni teatro di fruizioni cinematografiche eccessive e goliardiche, e la conferenza stampa a seguire mi hanno ritirato fuori tutto il livore represso già in un'altra occasione sul tema sale d'essai/multisala, cinema nuovo/cinema vecchio.

La conferenza stampa era chiaramente tutta a senso unico: "Ah! Quei bei cinema di una volta non ci sono più e stanno chiudendo a favore di questi freddi multisala, ma dobbiamo fare qualcosa!".
Si è arrivati a fare affermazioni limite e tutti concordavano su palesi falsità del tipo "I multisala con le loro architettura tutte uguali uccidono il piacere di andare al cinema, le sale sono tutte uguali è impossibile distinguere le une dalle altre". E tutti d'accordo!!
Si è parlato di iniziative anacronistiche per riportare in vita modi di vivere la sala e i luoghi della città che sono defunti, perchè il cinema non è più quello, le città non sono più quelle e noi non siamo più quelli. Grazie al cielo si cambia sempre. Non viviamo più nelle piazze, non bighelloniamo più in giro e ci sono più divertimenti concorrenti al cinema. In uno scenario così mutato (e oltre a quelle elencate ci sono altre mille altre variabili) come potrebbe rimanere tutto uguale? E poi noi non dovremmo essere quelli progressisti favorevoli al cambiamento?? Quest'ultima cosa non centrava nulla scusate...
Mi sono davvero chiesto: "Ma di che cosa stiamo parlando?".

Non nego il fascino e la bellezza delle fruizioni cinematografiche di una volta e di tutto quel modo di vedere il cinema, ne contesto l'attualità. Non è che i multisala soppiantino i monosala è che i monosala non hanno più senso oggi! E se non hanno più senso oggi va bene così.

Sunday, January 6, 2008

Chi metteva il "film" in FilmTV?

Grossa eco in rete per il cambio di direzione di FilmTV (ne parlano PercorsiDiversi e ConteNebbia tra quelli di cui ho notizia) in toni molto apocalittici.
Dopo dieci anni infatti la direzione dell'unico settimanale di cinema italiano passa dalle (indubbiamente sapienti e ottime) mani di Emanuela Martini (di cui ammetto non ho mai amato troppo i toni delle recensioni) a quelle di Aldo Fittante e leggo in giro che si auspica la mobilitazione pro-Martini.

Io compro FilmTV tutte le settimane cascasse il mondo da circa 3 anni e l'ho sempre trovata un'ottima rivista da tutti i punti di vista. Ci saranno dei cambiamenti necessari anche perchè parte della squadra ha lasciato con la Martini (Morreale, Pedroni, Bocchi, Fofi, Amelio, De Marinis e altri), pochi sono rimasti e molti nuovi sono arrivati, ci sono cambiamenti nella struttura e, forse più lenti ma fisiologici, nella linea.
Forse la rivista non continuerà a stare indefessamente dalla parte della New Hollywood (pallino della Martini) e si occuperà di più di cronaca cinematografica (spero di no), tuttavia non mi sento di condividere i toni apocalittici che leggo in giro contro la direzione Fittante, anche se non ne ho mai amato molto le recensioni (10 a Fuori Vena no! NO!).

Il primo numero che si è visto è (come lo saranno i prossimi) di necessaria transizione, ci vorrà tempo perchè si assesti la nuova redazione.
Si, nemmeno a me piace la nuova rubrica CineTech, la trovo abbastanza insulsa, e mi chiedo anche io come si farà senza la rubrica DVDImport (ma sono contento di non dover più leggere Fofi al solo scopo di incazzarmi o Amelio per annoiarmi), tuttavia non ci riesco a non salutare con ottimismo la novità anche se viene a sostituire qualcosa che mi piaceva e tanto.

Per quanto mi riguarda erano i pareri dei redattori la cosa che mi ha sempre spinto a leggere la rivista, ora cambiano e vedrò come sono i nuovi, se hanno una linea netta e se prendono decisioni forti (anche diverse dalle mie) ma ragionevoli e ponderate.
E se alla fine davvero saranno recensioni scritte con i piedi, allora e solo allora maledirò la nuova gestione e magari non lo comprerò più, però ora a prescindere non mi sento già di rimpiangere il vecchio.