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Tuesday, September 7, 2010

Potiche (id., 2010)di François Ozon

IN CONCORSO
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2010

Ozon è uno che fa un film l'anno. Così. Come se il cinema fosse quello di 40 anni fa. Un film l'anno senza nemmeno ripetersi troppo o girare sempre intorno ai medesimi generi e temi. Insomma un film l'anno senza aiutini. E sono tutti belli. Beato lui.

Questo Potiche è dalle parti di 8 donne e un mistero, ma senza musica. Adatta un'opera teatrale e sceglie la cornice, i colori e toni del musical senza però voler fare un racconto con note, a parte un'esilarante finale con canzone. Questo gli consente di forzare l'immagine e il racconto proprio come nei film musicali.
Il testo di partenza è una commedia femminista anni '70 sulla diatriba comunisti/padroni. Mantenendo inalterata l'ambientazione Ozon ottiene di fare comicità con dinamiche, idee e maschere oggi impossibili. In più ci mette il solito immenso, gradasso, unto e carnale Depardieu. Che uomo!

Si può dire in lungo e in largo che il film "ha molti riferimenti all'attualità" ma sono solo balle. Potiche è un film fantastico, intelligente, divertente e raccontato con una maestria raggiungibile solo girando un film l'anno, cioè girando sempre. Il ritmo non cala mai, i toni si mescolano e nelle pieghe del testo il regista trova anche modo di suggerire legami omosessuali e lanciare idee femministe. Ad avercela certa gente...
Se il mondo del cinema funzionasse come quello del calcio lo comprerei subito e lo metterei a centrocampo.