Senza fare i nostalgici un tanto al chilo da "
Eh ma la pellicola... Vuoi mettere che romanticismo?" che qui partiamo dal presupposto che siamo tutti amanti del cinema in quanto cinema non in quanto "immagini proiettate attraverso una pellicola di celluloide", mi sono fatto delle domande ieri sul senso che il concetto di cineclub può avere nella modernità. Su come cioè possa godere o meno delle gioie di quel digitale che ha trasformano le case, anzi i computer, di tutti in piccole sale d'essai.
Sono stato a vedere
Un Condannato A Morte E' Fuggito (di cui ho scritto) perchè avevo letto al volo che lo facevano e il cineclub in questione (il più storico di Roma, il
Filmstudio) era molto vicino al luogo dove sarei poi dovuto andare.
Non avendo letto nessuna indicazione particolare e sapendo di recarmi in un luogo serio come il Filmstudio ho postulato si trattasse di una proiezione in pellicola, invece arrivato mi rendo conto che era in video, ma intanto il biglietto era pagato e poi il film lo volevo vedere. Dunque me lo vedo ma un po' rosico.
Allora all'uscita mi decido a chiedere (pacatamente) come mai non sia indicato quando le proiezioni sono in pellicola e quando in video.
A sorpresa la risposta è che ho ragione, che andrebbe fatto, ma ormai (salvo le retrospettive a tema che sono finanziate sempre da qualcuno) proiettano sempre film in video per motivi di costo perchè non ricevono più i sovvenzionamenti come prima: "E infatti i risurtati se vedeno" mi dice il buon uomo, alludendo al fatto che ero l'unico spettatore in sala, cosa che in effetti non mi era mai capitato al Filmstudio nemmeno per film molto più oscuri di questo (ad ogni modo è stata una svolta perchè ho potuto chiedere di passare dall'audio italiano al francese sottotitolato).
Mi sono allora chiesto quale sia oggi il ruolo di un cineclub.
Io a vedere i film in video non ci vado perchè il solo grande schermo (poi nemmeno grandissimo) non basta a giustificare la spesa e nemmeno la fruizione di massa (perchè poi sono solo in sala) e la qualità non è quella del Blu Ray (che sarebbe l'equivalente della qualità pellicola per quei film). Me lo vedo a casa e faccio bene a farlo.
Il cineclub invece nasce nell'era pre-Home Video e continua ad avere senso invariato nell'era pre-P2P. Solo recentemente entra in crisi per la totale reperibilità di tutto e non riesce a rivedere il suo ruolo.
In un mondo di cinema digitale (che non è quello presente ma quello prossimo) il cineclub dovrebbe traovare la sua ragion d'essere perchè in grado di mostrare un'altra dimensione del cinema, cioè quello in pellicola. Si tratterebbe di far vedere certi film come furono concepiti, lo stesso motivo per cui oggi è stupido non vedere in pellicola i film digitali.
Il cineclub dovrebbe dunque essere condannato a non godere delle gioie della modernità, condannato a rimanere un piccolo museo (che già l'idea di rendere quei luoghi ancora più sacrali e lontani dalla quotidianità mi infastidisce), dall'altra parte tuttavia se la distribuzione scopre (come accadrà) il digitale i costi di trasporto delle pellicole potrebbero aumentare ancora di più rendendo quest'idea di fatto impraticabile anche più di adesso.
Io non credo siano destinati alla chiusura, le grandi retrospettive attirano ancora tantissima gente ed è un luogo che ha molte ragioni per esistere ed essere frequentato, per i medesimi motivi per i quali esisteranno sempre appassionati di cinema e per i medesimi motivi per i quali continua (e come!) ad avere senso una trasmissione come FuoriOrario.
Probabilmente un crollo nei costi dei proiettori digitali ad altissima qualità potrebbe realmente dare nuovo lustro e senso a tali luoghi. Ma non ne sono sicuro.
Intanto adesso io chiamo per sapere se è in pellicola o no e faccio sentire il mio dissenso al telefono.
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