Lietta Tornabuoni, che a me non è mai stata antipatica (anzi), in un'intervista su FilmTV incentrata sul mestiere del critico alla domanda sui recensori di domani fa di tutto per attirarsi l'antipatia di chi cerca di lavorare in un mestiere in cui non si va in pensione, si muore soltanto. E molto vecchi.
Oggi mi piace molto come scrive Fabio Ferzetti. E' vero non è più un ragazzo. Sui quotidiani siamo tutti vecchiotti. La professione sparisce. Penso che dopo di noi a scrivere di cinema metteranno i "personaggi", scrittori o stroncatori. E' già accaduto con Arbasino, Moravia, Flaiano: scrittori inventati critici, intellettuali che si avvicinano al film come "opera", mentre il pubblico il film lo sente come divertimento e per scegliere ha bisogno che gli si fornisca un servizio.
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